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Roma, muoversi in città: i cambiamenti dell’ultimo anno e le aspirazioni

mobilità ai tempi del covid

Un’indagine tra i soci ACI di Roma svela interessanti dati sulla mobilità in città e sui suoi cambiamenti tra gennaio 2020 e maggio 2021. La stessa indagine si concentra anche sulle aspirazioni in un mondo ideale.

I dati appena resi noti dal Centro Studi Fondazione Caracciolo e l’Automobile Club di Roma, raccontano uno spaccato interessante, seppur particolare. L’indagine infatti ha un campione limitato: i soci dell’ACI della capitale, che sono un gruppo ampio ma pur sempre circoscritto in termini sociali e geografici. Sono un gruppo composto in prevalenza da lavoratori e pensionati e la città in cui vivono è molto grande e famosa per un trasporto pubblico non perfetto e una viabilità caotica.
Nonostante questo l’indagine è interessante per fornirci un quadro di massima sull’andamento delle abitudini per gli spostamenti nelle grandi città.

La stessa indagine si concentra anche sulle tipologie di auto in uso e sulle prospettive di acquisto per il futuro, con risultati molto interessanti che vi raccontiamo in questo altro articolo.

La prima parte dell’indagine è stata fatta a gennaio 2020; a maggio 2021 gli stessi soci ACI di Roma che avevano risposto più di un anno prima si sono sentiti sottoporre le stesse domande. Le questioni ruotavano intorno al mezzo usato per spostarsi in città sia per raggiungere il luogo di lavoro che altre destinazioni.

A Roma l’auto privata rimane il mezzo più diffuso, con oltre il 70% delle preferenze in ogni campione sociale (lavoratori, pensionati, studenti e disoccupati). Tra gennaio 2020 e maggio 2021 la variazione è praticamente inesistente: i cambiamenti più rilevanti sono una leggerissima diminuzione dell’uso – già scarso – dei mezzi pubblici (probabilmente per timore di contagio) e sulla mobilità della fascia sociale di coloro che hanno perso il lavoro a causa del Covid.

Una differenza piccola ma interessate nelle variazioni tra gennaio 2020 e maggio 2021 è la comparsa dei dispositivi di micromobilità. All’inizio dello scorso anno, infatti, era stata appena varata la normativa sulla micromobilità elettrica, ma apparentemente ancora nessuno viaggiava o si aspettava di viaggiare in città sui monopattini elettrici. In poco più di un anno l’utilizzo di monopattini è comparso tra le risposte e le aspettative di utilizzo futuro sono altissime, complice anche il forte incentivo del governo di questa estate.

I dati veramente sorprendenti si hanno rispetto alle aspettative di mobilità in un “mondo ideale”. Si presuppone, infatti che gli intervistati si immaginino un mondo di ottimi collegamenti, tempi rispettati, piste ciclabili e altri fattori incentivanti. E immaginandosi condizioni più favorevoli, scopriamo che i romani del futuro vorrebbero non utilizzare la macchina (quasi il 30% tra lavoratori e studenti la lascerebbe a casa) e muoversi moltissimo con i mezzi pubblici e a piedi. Crescerebbe moltissimo anche l’utilizzo della bicicletta e dei dispositivi di micromobilità.

Che siano aspettative salutari incentivate dalla lunga sedentarietà dell’ultimo anno e mezzo o valutazioni ecologiste, in ogni caso le persone sono portate ad abbandonare i mezzi comodi e inquinanti per soluzioni più sociali e attive.
Non ci resta altro che augurarci che torni presto un mondo ideale in cui la mobilità, soprattutto nelle grandi città, sia più salutare e piacevole per tutti.


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